30/05/17

Eppure, una vita sta passando

E adesso si è fatto tardi, tardi. E mi prende il solito panico da inizio settimana, perché non riesco a leggere e a pensare abbastanza da soddisfare i miei piccoli obblighi accademici, e non ho più scritto niente dopo il racconto di Vence [...].
Ma come faccio ad andare avanti in silenzio, senza un’anima a cui raccontare tutto, che non sia in qualche modo drasticamente coinvolta, o interessata al punto di gioire per la mia infelicità. Voglio gridare a Richard, a tutti gli amici a casa, di venire a salvarmi. Dalla mia insicurezza, che devo combattere da sola. Finendo il prossimo anno qui, godendomi l’ansia di leggere e pensare, mentre alle mie spalle c’è sempre il tic tac che mi deride: Una Vita Sta Passando. La Mia Vita.
Proprio così. E io spreco la giovinezza e i giorni di splendore su un terreno sterile.
Quanto ho pianto quella notte che volevo andare a letto e non c’era nessuno, solo i miei sogni di Natale e l’ultimo anno con Richard, che ho tanto amato. E mi sono bevuta tutto lo sherry, scadente, e ho spaccato un po’ di noci, che dentro erano tutte aspre e rinsecchite, e il mondo materiale e inerte mi prendeva in giro. Domani? Continuerò a rappezzare maschere, inventando scuse per aver letto solo la metà di quello che volevo. Eppure, una vita sta passando.
Silvia Plath, Diari
Quante volte abbiamo questa sensazione. Di non riuscire a portare avanti quello che pensavamo fosse il nostro progetto di vita. Avevamo pensato tante cose che non sono successe, avevamo creduto di poter percorrere una strada e ci troviamo in una via del tutto diversa.
E quel "tic tac" del tempo che passa, inesorabile, senza scampo. La vita sembra deludente, senza senso o siamo noi a non accettarla così come viene, a accogliere quello che ci viene incontro e a farlo nostro? A non sentire estraneo ciò che non avevamo deciso noi?
Mi guardo indietro e molte volte la vita ha deciso per me, ma io ho potuto decidere cosa fare di quello che mi accadeva. Forse poco. Forse no. Semplicemente sguardi diversi.

2 commenti:

  1. Bellissimo post, Emilia,come sempre capace di turbare, ma in senso positivo, perché costringe chi legge ad una riflessione, a rivedere un certo modo di guardare le cose, anche e soprattutto quelle che ci succedono, che ci lasciano magari insoddisfatti, per poi scoprire, come ben dici, che è il nostro sguardo che deve cambiare, e modificandolo impariamo a trasformare le nostre esperienze in nuove opportunità. Grazie.
    Piera

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