09/06/17

La fretta dell’istante

Aveva ragione il tempo nel condurre la propria ansia
a stabilirsi dove gli piaceva
e nel possedere i suoi rituali e ostilità.

Ora comprendo i suoi ritardi e balbettii
e la sua rapidità nelle scelte azzeccate,
l’ostinazione nel saldare alcune parole a un’estremità dell’infanzia
e altrettante in un angolo di questa roca strada
che tanto assomiglia alla vita, piena di sorprese e di silenzi.

Per questo motivo perdonami per le tante insolite ore,
per convocarti in notti di presagi e rancori
per ammucchiare nello stesso cassetto rovine e fatti quotidiani
tra la stanchezza dei giorni e l’ostinata musica dei silenzi.

Aveva ragione il tempo nel sostenere il proprio ritmo
e la vita di avere i suoi affanni
per starsene qui
con tutta la fretta dell’istante.

Per tale motivo perdonami per le urgenze
per non conoscere la grammatica e le parole di una lingua dimenticata
per aver smarrito taccuini, le chiavi
e la vecchia canzone dai ritmi precisi e cenere
come se nell’ansia del tempo
ciascun giorno, ignorando l’ora,
si perdessero i sogni.

Federico Díaz-Granados,  Bogotá (Colombia) 1974



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